STABILITA CONDIZINATA

Riguardo all’arte in generale, la si può vedere da più punti di vista, dove sono io, ora, la televisione è muta, sento la gente parlare e se riesco e voglio comprendere qualcosa lo faccio, mi modifico, ma non per tutto, per ora, qui, dove abito io, l’arte è quella di distinguersi, facendo le cose di sempre, modificare il foglio bianco a metà tra l’introduzione divina e lo studio della forma.

Chi di noi non pensa di essere onnipotente? Ricercatore della perfezione? Io sono uno di quelli, abito qui, dove si cerca, dove si fanno trapezi per studiare i cerchi, dove l’intuizione viene lavorando, le formiche le vedo camminare nella stessa direzione da sempre, quelle creative muoiono scoprendo un po’ il mondo, dando spazio ai periodi Manzoniani, alla facoltà di non saper rispondere, di annullare i tutorial e sperimentare, sbagliare continuamente fino a quando l’errore possa finalmente essere il centro spietato delle nostre azioni.

Cancello spesso quello che faccio dagli annali comuni, dai social, adoro ricordare cose che non mi ricordavo, attraversando una strada, conoscendo una persona nuova.

Adoro le mostre, perché dopo tanti anni, nessun time-lapse, nessun 360°, te le può far vedere come quando solchi la porta della galleria e apprezzi il mondo come qualcun altro, insieme a te, lo vede.

Fatemi sapere

Sempre Vostro

M.

tutte le info sulla mostra

www.matteogiovannone.com

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