Mentalista (Radio Zulu 08-08)

Vecchi bucanieri, rumori, stive vuote larghe come un albero e dense di salsedine tanto da farti imbracciare bottiglie vuote per fare acqua salata. Non ci sono confini sul mare, non si possono tirare linee precise, tutto varia con l’umore e basta un po’ di vento per sentirsi persi, per discutere in versi e modificare le priorità; non poter bere ad esempio con così tanta acqua attorno, non poter appoggiare le ginocchia a terra senza dondolare leggermente, ascoltando e percependo il vero moto della terra, quello dell’acqua.

Sono nato su una barca, mentre si stava al sole, mi ricordo il riflesso del legno bianco mischiato al trasparente moto ondoso, penso che il sangue blu ce l’abbia chi è nato lì e cresciuto lì, sugli scogli non si sente il fondo, a largo non si sente il fondo, eppure lo percepisci, ne fai bugia e traguardo, ne fai immacolato silenzio, non si parla in barca, si ascolta, ora dopo ora, ci si fa avanti solo per pisciare, mischiare le viscere con la nascita.

Finisco le riprese e sei ancora in quell’emisfero del cervello che ti tempera la vita, ti scorge e ti fa scorgere ogni volta che ti allontani da casa o ti avvicini ad essa, come il mare, è da tutte le parti, non ci sono strade che prima o poi non costeggino il blu dell’acqua, è l’emisfero giusto, la direzione che nemmeno la relatività può portare via. Respirare dove non si può crea dei danni, ti fa capire che tutto è possibile. Mi immergo solo ora, e senza l’aria finalmente addosso che scorre, mi piace guardarla e spesso rimando dei minuti solo per sapere che colore assume il cielo da lì sotto.

Si interrompe durante la corsa, non ci sono argini che possano contenerlo, poi varia, mi ricorda la calma anche se si muove, terribile calma, una tremenda voragine di calma, preferisco la tempesta, ti mette alla prova, aggiorna il tuo stato, riesce a canalizzare i tuoi file verso l’attenzione, affrontare un’onda è come affrontare la vita. Uccidere la balena bianca, dimostrare a noi stessi di essere in parte di quella pasta, di avere la salsedine nei polmoni.

Affrontare quelle ombre che ti passano sotto non sapendo bene come sono delimitate, sembra di vivere nella mia testa dove tutto è offuscato e ci sono esseri sotto il pelo dell’acqua che cerco di arpionare tutto il giorno, capisco il Capitano mi ci rivedo allo specchio, gli parlo, lo inoltro, quando si parla di infinito si parla del mare e lì ci possono essere anche i nostri sogni. Quando sogno il mare vedo il cielo muoversi.

Tutte le sere in onda alle 20.00 su

Radio Zulu

https://www.spreaker.com/user/8949983

Articoli recenti

Commenti recenti

Archivi

Categorie

Meta

Matteo Written by:

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *